Marco Mendoza dei Dead Daisies a Radio Rock: “Supergruppo? Vogliamo solo essere una rock band forte”

 

Marco Mendoza dei Dead Daisies a Radio Rock: “Supergruppo? Vogliamo solo essere una rock band forte”

Il bassista a ruota libera sulla carriera della formazione australiano-statunitense e sul loro ultimo album “Live And Louder”: “Volevamo dimostrare quello che siamo in grado di fare sul palco”. Il ricordo di Chornell: “È ridicolo pensare che non ci sia più, mi spezza il cuore”

 
 

(Roma - 23 giugno 2017) - Possiamo comprendere il perché la stampa, il pubblico, i nostri fan ci considerano un ‘supergruppo’; per noi, come dire, è ok, se c’è bisogno di trovare un’etichetta per descriverci, ma cerchiamo di non credere troppo a questa definizione. Vogliamo solo essere una rock band forte, venite a vederci per averne prova”.

Con queste parole Marco Mendoza ha iniziato la lunga intervista rilasciata a Radio Rock 106.6, andata in onda durante la fascia pomeridiana curata dallo speaker Valerio Cesari. Il bassista dei Dead Daisies - e già prima dei Thin Lizzy e Whitesnake -, ha avuto modo di discettare del percorso artistico del gruppo australiano-statunitense, culminato, nelle scorse settimane, con la pubblicazione dell’album dal vivo “Live And Louder”: “Il titolo è esemplificativo, volevamo mostrare quello che siamo in grado di fare sul palco proprio perché abbiamo realizzato che, pur provenendo da band tutte diverse, ci divertiamo e stiamo bene insieme”.

Mendoza ha inoltre ricordato come i fondatori del gruppo, David Lowly Jon Stevens, scelsero il nome “Dead Daisies” per via di un consulto medico  dalla prognosi nefasta, ricevuto da Stevens; ma ha anche avuto modo di dispensare buone parole nei confronti dell’hard rock: “Ad un bambino lo descriverei così: quando suono mi sento libero, sento di esprimere me stesso, raggiungo il mio santuario, il posto in cui non posso andare fisicamente ma psicologicamente, posso scappare. L’hard rock te lo permette!”.

Per via della comune esperienza, con gli Audioslave, di aver suonato a Cuba, il bassista statunitense ha poi colto l’occasione per commemorare il compianto Chris Cornell: “Sono sempre stato un suo grande fan, della sua musica, delle sue canzoni. Era una persona fantastica, umile, con i piedi per terra. La sua perdita ci ha scosso ed è stata una notizia molto triste, è ridicolo pensare che non ci sia più, mi spezza il cuore”.