INTERVISTA A VITTORIO MATTEUCCI

INTERVISTA

1) Sul suo sito lei si definisce un "cantattore". Eppure, possiamo vedere che lei fa anche altro: disegna, scrive poesie e racconti. E lo fa molto bene. Il termine "artista" non sarebbe, forse, più appropriato?

Artista...forse...certo che è un termine molto impegnativo e importante, tanto che chi se ne appropria può sembrare arrogante, soprattutto se, come colui che vi risponde, ha sempre considerato tale un genio come Leonardo!

2) La musica, ad ogni modo, è la sua passione più grande. Possiamo conoscere il suo iter artistico-musicale sia leggendo in Internet che assistendo agli spettacoli dove lei interpreta dei personaggi molto efficaci. Che cosa farebbe, se si trovasse nell'impossibilità di esprimersi attraverso la musica?

C'è sempre la recitazione, no?! Oppure la scrittura, che ugualmente mi appassiona...altrimenti sarei il più entusiasta degli spettatori e sarebbe già una gran bella emozione!

3) Che cos'è, per lei, l'arte?

È il sogno, la creazione, è ciò che più di ogni altra cosa ci avvicina a Dio, che, comunque, ci mette in contatto con la nostra parte più spirituale...è la forma di comunicazione più efficace che esista.

4) Nel 2002, ho assistito alla bellissima rappresentazione di Notre Dame de Paris, a Milano, dove lei interpretava - magistralmente - Frollo. Nel tempo, ha avuto modo di interpretare - come accade tuttora in Romeo e Giulietta - molti altri personaggi. Che cosa lascia, ogni carattere, dentro di lei, alla fine delle sue esperienze? Quanto c'è, di suo?

Un personaggio è un sacco vuoto, se non ci fosse l'attore con le proprie emozioni a riempirlo, rimarrebbe tale. I miei personaggi quindi hanno tutto di me, ma non mi somigliano...semplicemente trovo in me ciò che è più giusto,  più aderente al ruolo, perché in ognuno di noi esiste tutto il mondo delle passioni, il difficile è scovarle!

5) Secondo lei, qual è la magia del teatro? E fino a che età una persona può iniziare a cimentarsi anche in piccoli ruoli, se lo desidera?

Il teatro non ha età, così come chi lo fa! Basta voler sognare!

6) Quali sono le sue letture preferite?

Narrativa...Baricco, Allende...l'ultimo libro che ho letto è Cecità e adesso sto leggendo Middlesex di Jeffrey Eugenides.

7) Sul suo sito parla della sua professione da "eterno precario", pur, tuttavia, trovando in essa il lato positivo. Vuole dare dei suggerimenti ad altri artisti che si trovano in una situazione di indigenza e pensano -  erroneamente - che sia meglio lasciar perdere tutto? Che cosa deve scattare, affinchè essi ritrovino quella passione di cui lei fa menzione?

Premesso che per fare questo mestiere ci vuole anche, oltre alle capacità, una discreta dose di fortuna (ovvero occasioni, opportunità), non mi sento di dire a chiunque di insistere sempre e comunque...ci sono situazioni e situazioni e anche mollare, a volte, può essere durissimo, ma inaspettatamente positivo! D'altronde il segno degli eventi lo determina il tempo e la capacità di sfruttare gli eventi stessi siano essi apparentemente positivi o negativi.

8) Che cosa vorrebbe fosse ricordate, di lei, quando sarà il tempo di "passare il testimone"?

Matteucci? Una brava persona.

9) C'è qualcosa che vuole aggiungere e di cui non si è parlato?

Soltanto un ringraziamento a voi per avermi fatto questa stimolante serie di domande! Buona Vita e buona musica a tutti.

 

Paola Elena Ferri