INTERVISTA A TANIA CAGNOTTO

         

1) Parto subito con una mia paura: quella dell'acqua. In effetti, ho cominciato ad averla quando sono scivolata su una pietruzza del fondale, rischiando di cadere in avanti. Ero a un passo dall'imparare a nuotare senza salvagente, e questo episodio mi ha segnata per il resto della mia vita. Ora, la sola idea di galleggiare mi mette ansia. Come si può vincere questa paura che coinvolge più persone di quanto non immaginassi?
Di solito, questa paura la hanno quelle persone che, come nel tuo caso, hanno subito un trauma legato all’acqua. Il disagio può nascere anche dal fatto che quando non ci troviamo nel nostro elemento naturale, siamo insicuri e viviamo quell’esperienza in uno stato di ansia. Io credo che ci si debba lasciare andare, capire che non c’è niente da temere e che un bel tuffo in acqua può essere un’esperienza divertente e tonificante.

2) Pluripremiata con diverse medaglie. Un talento riconosciuto in tutto il mondo. Come vuole essere ricordata o cosa ama che si dica, di lei, a tal proposito?
Mi piacerebbe essere ricordata come un’atleta cha ha fatto molto per il proprio sport. Mi piacerebbe che la gente dica “ i risultati che ha ottenuto li a tutti guadagnati, attraverso l’impegno la passione e il lavoro quotidiano”.

3) Come nasce l'amore per il nuoto a livello agonistico? Che cosa spinge un'atleta del suo calibro ad una disciplina costante? Quanti e quali sacrifici deve mettere in conto, per ottenere un risultato praticamente perfetto?
Alle volte può essere una casualità, ma molto spesso nasce da un desiderio che abbiamo dentro di noi di fare dell’acqua l’elemento nel quale competere. Se si vogliono ottenere dei risultati e mantenersi ad alti livelli, bisogna per forza di cose essere disciplinati, quantomeno nello stile di vita. Se uno non è proprio portato la disciplina è comunque qualcosa che si impara. Bisogna fare molti sacrifici, senza dubbio, perché la carriera di uno sportivo è comunque un qualcosa di delimitato, però i frutti di ciò che uno ha seminato si ritroveranno sicuramente anche dopo.

4) Quali sono i suoi hobbies? Che cosa ama fare, quando non è impegnata con allenamenti o gare?
Mi piace passare del tempo con i miei amici , andare a ballare, fare shopping... Poi direi che nei periodi di relax amo prendermi cura del mio corpo, fortunatamente sono testimonial di Vegetal Progress, e quest’azienda mi permette di usufruire di tantissimi prodotti naturali per la cura e i benessere del corpo.

5) Dal 2009 è testimonial di uno degli spot sulla sicurezza stradale "Sulla buona strada". Com'è nata questa collaborazione e come sta procedendo?
E’ nata dalla voglia di sensibilizzare i giovani a una guida più prudente, perché tanti ragazzi non si rendono ancora bene conto dei rischi della strada e dei danni che uno può provocare a se stesso e agli altri.

6) Lei ha avuto anche delle esperienze artistiche. Il nuoto rimane sempre e comunque la strada prioritaria o potrebbe valutare nuove esperienze future nell'ambito dello spettacolo?
I tuffi fanno e faranno sempre parte di me e nulla potrà cambiare ciò che provo nello studio, costruzione, preparazione ed esecuzione di un tuffo. Premesso ciò, sicuramente le esperienze che ho fatto in altri campi mi hanno divertita e mi hanno spesso permesso di avvicinarmi a realtà che prima non conoscevo. Per ora nel futuro c’è Rio, poi si vedrà…

7) Come vorrebbe concludere quest'intervista?
Ringraziando tutti coloro che ogni giorno mi stanno vicini e che mi fanno sentire il loro supporto, i miei fans che fanno tanti sacrifici per essermi accanto. I miei risultati sono anche un po’ loro.

             

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Paola Elena Ferri