INTERVISTA A NAIR

      

1) Nair, al secolo Silvia Viscardini. Come mai ha deciso di assumere questo nome d'arte? C'è stata un'intenzione particolare, un discorso spirituale di fondo, o c'è una ragione legata alla musicalità della pronuncia?

Nair è il nome di mia madre, italiana ma con un nome egizio, che significa ‘luminosa’. Inoltre, riscontro una certa ‘luce’ nella solarità e positività del mio carattere, nel suono limpido e brillante della mia voce, nel messaggio comunque positivo che intendo trasmettere con la mia musica.
 
2) Perché ha scelto di non proseguire la carriera per la quale ha studiato (laurea in giurisprudenza - n.d.A.). C'è qualcuno, nella sua famiglia, che le ha trasmesso l'amore per la musica?

Fin da piccola ho ascoltato tanta musica di vari generi. La mia mamma aveva studiato canto ed era appassionata di opera e delle grandi voci americane (suo fratello era tenore).  Mio padre, notaio, era amante di musica sinfonica e i miei fratelli di pop e rock anglo-americano. Ho lasciato la carriera notarile perché non potevo esprimere pienamente me stessa, mi sentivo insoddisfatta. Ho scelto la musica per professione perchè il mio essere, il mio pensiero, la mia visione di vita, la mia sensibilità sono da artista.
 
3) Ho spesso utilizzato le sue canzoni come esercizi di tecnica e stile. Mi riveli un segreto: come riesce ad arrivare alla nota più acuta di "Sai di vita" con una naturalezza che non tradisce alcuno sforzo?

I miei brani non sono un mero esercizio tecnico-vocale, puro esibizionismo, ma è vero che compongo la mia musica sulla mia voce. Come il pittore usa le molteplici nuances del tratto e del colore, io cerco di usare la voce allo stesso modo in tutte le sue possibilità. La voce non è il mio fine, ma lo strumento, il mezzo per valorizzare al massimo la musica e il testo. Quindi, l’acuto o i vocalizzi non sono mai fini a se stessi, ma sono in funzione della canzone per esprimere un’ emozione, per sottolineare un frase. Mi fa piacere che abbia notato il MI sovracuto iniziale di ‘Sai di vita’. Ho 4 ottave di estensione, un dono di natura che la tecnica non ti regala, ma che comunque lo studio potenzia.
 
4) Cosa si ricorda della sua esibizione di fronte a Papa Giovanni Paolo II, ora che siamo vicini alla sua canonizzazione? Si sente una privilegiata? E come si rapporta con la fede?

Considero un privilegio essermi esibita di fronte a Papa Giovanni Paolo II per tre volte, in più ho cantato alcuni brani importanti nell’unica opera musicale a lui dedicata e da lui riconosciuta in vita ‘DAL BASSO DELLA TERRA’ di Ernesto Olivero e Mauro Tabasso, diretta dal grandissimo M° Salvatore Accardo. Ho anche cantato per Papa Benedetto XVI e a Lourdes e a Fatima per i malati e i pellegrini. La mia fede è una conquista dopo un percorso alterno. Credere è speranza, forza e dare un senso anche nei momenti più difficili della vita.
 
5) Lei è un'eccellenza, nel campo musicale. Eppure la sua presenza passa quasi inosservata. C'è una forte contraddizione tra molti pseudo artisti che non lesinano nemmeno comparsate e i veri "grandi" che sembrano cercare l'introspezione. Come si pone, in tutto questo, e perché?

La ringrazio per definirmi un’ eccellenza. Non direi che la mia presenza passi inosservata. Nei concerti live o nei selezionati eventi televisivi in cui mi sono esibita ho lasciato la mia impronta. Non godo ancora di popolarità perché non ho partecipato a trasmissioni ‘nazional popolari’ come il festival di Sanremo che regalano rapida e vasta notorietà. Inoltre, le mie canzoni non seguono i criteri radiofonici o modaioli. 
 
6) Per quale motivo, secondo lei, un o una artista italiano/a è spesso più apprezzato/a all'estero che nella sua patria?

E’ vero solo in parte che l’artista italiano è apprezzato all’estero. Della musica italiana il pubblico estero apprezza moltissimo il belcanto, le voci importanti, classiche e il patrimonio musicale tipicamente italiano come il melodramma e la grande melodia di Morricone, Rota.
 
7) Oltre agli album "Sunrise" e "Itaca", ha in progetto un altro lavoro in studio?

Sto lavorando al mio terzo album, un’ importante produzione internazionale sempre con brani inediti scritti e composti anche da me.
 
8) Quante ore di esercizio dedica all'allenamento vocale e strumentale?

Sempre troppo poche per la mia voglia innata di sperimentare, di andare oltre.
 
9) Quali sono i valori che vorrebbe trasmettere a chi la ascolta o assiste ad un suo evento?

Sicuramente desidero trasmettere non solo con la voce, con le mie canzoni, ma anche con il mio vissuto buona energia, speranza, messaggi positivi ed edificanti. Così come il valore dei valori, dell’Amore, della vita che è “miele da gustare e fiele da ingoiare, bellezza e dolore”, una vita che vale la pena di vivere fino in fondo con tenacia, coraggio e passione.
 
10) C'è qualcosa di cui abbiamo parlato e che vorrebbe aggiungere?

Per il mio lavoro ho viaggiato e continuo a viaggiare, ma non c’è paese più bello al mondo dell’Italia, la vera ‘Grande Bellezza’. Che non dobbiamo globalizzare uniformandoci, ma dobbiamo preservare come un patrimonio unico, irripetibile, inestimabile la nostra Storia, cultura, arte, immenso talento, creatività, ingegno… e Cuore! 

 

Paola Elena Ferri

 

                        

In Internet:

http://www.nair.it/public/ithaca/ita/default.asp

http://it.wikipedia.org/wiki/Silvia_Viscardini