INTERVISTA A NADIA ANGELINI - Non solo scrittrice e poetessa...

  1. Iniziamo con un piccolo gioco? Giochiamo con le parole e usiamone solo dieci per spiegare chi è Nadia Angelini.

Dunque mi ha detto di descrivermi in 10 parole… eccole! Sono una donna CORAGGIOSA LEALE PASSIONALE, e questa mia caratteristica si estrinseca in tutti i moti d’anima che lambiscono il mio iter di vita, DIRETTA, nel senso più assoluto della parola, infatti ritengo l’ipocrisia una vera piaga. SCRITTRICE e POETA e, data la mia fortissima emotività e sensibilità, più poeta che scrittrice. Prima di tutto questo però mi sento MADRE e DONNA.

 

  1. Come nasce in lei la passione per la scrittura? Che cosa le ha fatto capire che quella potesse essere la sua strada?

Questa per me non è stata una scoperta  ma una semplice constatazione della mia naturale propensione. Ho amato, infatti, scrivere da sempre. Ogniqualvolta avevo un attimo di tempo mi creavo l’occasione di mettere nero su bianco ogni mio pensiero, qualsiasi emozione stessi  vivendo. Debbo dire però che sebbene io sia una ottimista per natura, i  momenti di malinconia mi hanno sempre regalato il meglio della mia scrittura, sia in poesia che in prosa. Scrivere è librarsi con ali leggere  e volare su mondi e sentimenti inesplorati ed ogni volta raggiunti. La libertà più assoluta, le aspirazioni agognate, , l’annullarmi dal quotidiano per varcare l’infinito e qui approdare.

 

  1. Quale dei suoi libri o poesie pensa che possa rappresentarla di più?

Ho pubblicato molto e ora così all’istante non saprei … Le mie poesie sono tutte il riflesso nudo del mio sentire; indubbiamente soltanto questo possono evidenziare! Tuttavia,  essendo io uno spirito molto libero, sebbene poi le vicissitudine di ogni vita tendano ad ancorarci inesorabilmente a terra, potrei citare  2 versi che fanno parte della mia silloge ”Il giorno alato”, la poesia  ha come titolo  “VORREI” e gli ultimi versi sono questi: “Vorrei che la mia vita un  solo giorno / fosse simile al volo di un gabbiano”/

Per quanto concerne la prosa lì certamente si rispecchia  lo “status cordis”  di chi spende parole, ma  i personaggi tuttavia sono molteplici ed ognuno deve, per ovvie ragioni, conservare un suo carattere. Certamente nella globalità vien fuori alla fine l’intimistica realtà di chi ha creato il tutto… è inevitabile!

 

  1. Di recente, conversavo con una nota autrice, la quale mi esprimeva la sua amarezza nei confronti dell'editoria: che cosa sta accadendo, secondo lei? Gli Italiani hanno davvero perso il gusto dell'innovazione, per adeguarsi a quello che "va di moda" al momento?

Diciamo e senza timore di smentita che tutto è cambiato nel nostro Bel Paese pur tuttavia  in ogni tempo ha mostrato piaghe a “misura di secolo” che oggi noi vivacemente lamentiamo. Sono una classicista ed amo esserlo: non è per questo in  definitiva che a tal proposito mi torna in mente la poesia del Petrarca,  poeta lontanissimo dal pensiero di quest’epoca super tecnologica, super avanzata, super…in ogni cosa, d’accordo! Ma quei versi scritti sono una preghiera ed una ribellione che ben si accompagna allo scontento attuale: Italia mia benché il parlar sia indarno/ed eravamo a cavallo del 1344 /45! Applicare queste parole al contesto di questo momento mi sembra appropriatissimo… in quanto all’Editoria, c’è da dire che sempre gli autori hanno dovuto compiere acerrime battaglie per guadagnarsi quel piccolissimo angolo di notorietà che tanto scalda il cuore, a compenso  dì duro ed amorevole sforzo.

 

  1. Ho partecipato a molti concorsi letterari e ho notato - insieme ad altri - che si tende a premiare il nome conosciuto, come se fosse simbolo di garanzia. Come mai?

Forse ha ragione… Ho indetto molti Concorsi letterari ed avendo sempre privilegiato, una  giuria composta  per la maggior parte, da accademici, non mi sono mai posta questo problema, che pure è riscontrabile alcune volte. Proprio questo è il motivo che mi impedisce questi ultimi anni  di partecipare: il timore che avendo ricevuto  tanti primi riconoscimenti, i giudizi non possano più rispecchiare la qualità dei miei elaborati.

 

  1. Secondo lei, perché gli emergenti sono costretti a ricorrere all'auto pubblicazione, spesso spendendo migliaia di euro, solo perché una qualsiasi Casa Editrice non vuole investire su di loro? Perché, poi, questi stessi autori sconosciuti non dovrebbero accettare il compromesso, visto che l'alternativa potrebbe continuare ad essere l'anonimato?

Non è assolutamente vero! Per quale motivo chiamarlo compromesso? Sono convinta che chiunque abbia la capacità di parlare agli altri ed esporlo in modo costruttiva, debba anche sentire l’obbligo morale di farlo. E’ un’apertura dovuta verso l’altro ed un bisogno di esprimere se stessi.

 

  1. Quanto conta, secondo lei, la meritocrazia, nella vita di un artista, qualunque sia la sua specializzazione? Quanto conta, invece, tutto il resto che finisce inevitabilmente con il soffocarla?

Certamente mi sento costretta ad esternare  ciò che veramente rispecchia il mio più intimo pensiero per cui credo di non errare asserendo quello che esiste ed è sotto gli occhi di  tutti. Siamo costretti ad assistere al baccano che si crea intorno a dei nomi, ( di qualunque disciplina si tratti )  che effettivamente valgono poco più che niente ,ma sono amici di quello o apparentati a quell’altro. Raramente la meritocrazia viene pagata…. Davvero raramente!

 

  1. Che consiglio darebbe a chi vuole intraprendere la carriera nella scrittura? I corsi sono davvero così utili o c'è qualcosa in più?

I corsi di scrittura possono avere validità per affinare  la tecnica; Ma lo scrittore deve avere un quid che lo differenzia dal buttare giù  correttamente un testo. Desiderare scrivere non significa essere scrittori ad ogni costo! Chi verga un foglio vergine che trasponga il suo sentire per intero può essere definito tale.

 

  1. Perché le donne sono discriminate anche in questo settore? Perché sono costrette a piegarsi alle leggi del mercato, per farsi notare? Non è una sorta di prostituzione velata e legale per potersi affermare in un mondo ancora troppo maschilista?

Hai voglia a dire che le donne hanno raggiunto pari diritti all’uomo! Mi infurio quando  ascolto fare affermazioni di questo tipo, perché non rispecchiano assolutamente la verità e quindi sento ferita la mia intelligenza

 

  1. Quali sono i suoi programmi futuri? Ha già un'idea per il suo prossimo soggetto?

Sto ultimando e limando il mio romanzo “Mulini del cuore” e subito dopo ho intenzione di riunire in un libro varie figure di donne nella storia. Partirò da Tanaquilla ed arriverò, percorrendo migliaia di anni, ai nostri giorni.

 

Paola Elena Ferri