INTERVISTA A LORETTA MARTINEZ

                                                                            

Loretta Martinez, uno dei più rinomati “vocal coach” in Italia. Laureata in fisica all’università di Pavia studia canto lirico al conservatorio di Milano e canto jazz alla Berklee School di Boston fino a diplomarsi in canto e specializzarsi in Jazz. Dal 1996 insegna il metodo EVT ideato da Jo Estill che permette di ottenere e mantenere tramite esercizi non solo vocali ma anche fisici un’elevata qualità di voce evitando danni alle corde vocali. Numerosi lavori l’hanno vista protagonista in teatro tra cui: la commedia musicale “The Boy Friend” di Sandy Wilson nel 1992 come attrice-cantante, “Fiori d’acciaio” nel 1993, co-protagonista nel musical Tutte le Donne di Bob nel 2006, e vocal coach di alcuni musical in scena in Italia nell’ultimo decennio. Nel 2008-2009 ha diretto l’accademia di musical del Teatro Tasso di Sorrento, ateneo di formazione gratuita con un corpo docenti composto dai migliori professionisti italiani ed internazionali del musical. E’ stata la preparatrice vocale di molti doppiatori italiani tra cui i doppiatori della Pumais di Fiamma Izzo e delle più importanti voci della televisione italiana come le voci ufficiali dei canali Mediaset. Ha fatto parte della commissione di canto della trasmissione “Amici di Maria De Filippi” nella stagione 2009/2010. E’ presidente di giuria del concorso nazionale di canto moderno “STAR MUSIC FEST”, presidente di giuria del concorso canoro di Saint Vincent “LA BELLA E LA VOCE”, giurata nel concorso nazionale di canto moderno “TOUR MUSIC FEST” e ancora giurata del festival canoro “UNA VOCE PER IL SUD” . E’ membro della giuria del programma TRIBUTE BAND sul canale televisivo LA3. Attualmente è impegnata nell’apertura della prima Università italiana che si occuperà di didattica vocale al fine di formare insegnanti specializzati nella cura, preparazione e didattica delle diverse arti vocali.

(Fonte: http://www.vmsitalia.it/loretta.asp)

  1. Innanzitutto grazie per avermi concesso quest'intervista. Passo subito alla prima domanda. La tua esperienza nel campo del talento è davvero molto vasta. Quanti talenti veri hai conosciuto, nella tua carriera personale? Di talenti ne ho conosciuti davvero tanti, me ne viene in mente uno su tutti. Quello di Helena Hellwig, una delle migliori cantanti cui abbia avuto l'onore di insegnare. Ha duettato con Bocelli, è andata a Sanremo e ha fatto un disco ma nonostante ciò non ha sfondato come tanti altri fortissimi almeno quanto lei. Purtroppo il talento non basta. Serve un management efficace che imponga il talento e lo sappia vendere sul mercato nel modo migliore.
  2. Il canto è l'espressione più diretta di un'emozione, eppure la stragrande maggioranza della gente, persino artisti abituati al pubblico, ha difficoltà nell'intonare anche solo qualche nota, quando viene richiesto. Come mai, secondo te? Proprio perché il canto è emozione spesso esce dal seminato della tecnica vocale. Questo può non essere necessariamente un male. Non sopporto chi si preoccupa troppo della tecnica e poi non comunica assolutamente niente. La tecnica è solo un mezzo per poter esprimere quanto si vuole dire e le proprie emozioni. Non sempre l'intonazione è la discriminante per capire se uno è un artista o no. Anzi. Grandi artisti, me lo dici tu con questa domanda, non sono precisi per niente ma restano dei grandi ugualmente. Anzi magari se fossero perfettamente intonati perderebbero il loro modo di comunicare. Insomma tutto è molto relativo quando si parla di arte.
  3. Il canto è una disciplina, un allenamento costante della voce, che richiede impegno e dedizione. Vuoi parlarci, in breve, della tecnica che insegni ormai da anni? Come ho detto prima la tecnica è un mezzo per esprimere quello che si vuole. Per questo è fondamentale che l'insegnante individui un percorso personalizzato in base alla tipologia vocale e soprattutto allo stile del cantante che sia proposto in modo da essere automatizzato velocemente. Se si pensa a quello che si deve fare tecnicamente si perde subito la spontaneità. L'automatizzazione della tecnica è un elemento essenziale. L'importante è che non spersonalizzi l'originalità timbrica ed espressiva e che non diventi un'ossessione. Il VMS, metodo che sperimento da anni, parte proprio dalle esigenze musicali e stilistiche per trovare la strada più adatta per aiutare l'artista ad acquisire gli elementi utili perché faccia vocalmente ciò che vuole fare. Questo deve per forza passare dalla conoscenza approfondita dell'anatomia vocale che dà la possibilità all'insegnante di capire il tipo di strumento che ha davanti e quali esercizi possono essere più efficaci.
  4. La voce ha i suoi colori, anche durante una semplice conversazione. Immagina di dover dare una sfumatura per le emozioni o gli stati d'animo più comuni: quali colori sceglieresti, e perché?  Su questo Ciro Imparato docet. Bisognerebbe chiedere a lui che si è inventato un modo per insegnare attraverso i colori.
  5. Come mai un artista viene riconosciuto tale solo quando passa in televisione, secondo te? La televisione è uno dei mezzi più efficaci per fare arrivare qualcuno o qualcosa a tutti. Questo è indiscutibile. Tutto sta ad usarlo nel modo giusto e questo non sempre avviene perché dipende tanto dalle scelte che ci sono alla base delle trasmissioni televisive. Certo è che se io sono un grande artista ma lo sono a casa mia e nessuno mi conosce, resterò lo stesso un artista ma non avrò potuto regalare la mia arte e ciò fa di me un artista monco della cosa più importante. Quindi ben venga la tv se mi permette di dire a tutti quello che ho da dire. Poi se non vado in tv e riesco comunque ad arrivare nelle case della gente ancora meglio così non dovrò sottostare a delle logiche di share che a volte cozzano con l'arte in generale.
  6. La musica sta subendo delle evoluzioni molto rapide. In base alla tua esperienza, verso quale direzione si sta andando? Arriverà un momento in cui non si saprà più cosa dire, oppure nascerà una nuova visione della musica, magari anche più intima e non solo commerciale? Il commercio è una cosa inevitabile perché è il mezzo che lo stesso artista ha per sopravvivere (anche un cantante paga il mutuo...). Questo significa che la musica dovrà essere sempre soggetta al gusto e alla tendenza del momento. Ma la bravura potrebbe stare proprio nella capacità di spostare il gusto e le tendenze verso quello che l'artista propone. Ora a mio giudizio internet, youtube e tutte le possibilità del web hanno talmente unito le frontiere che stiamo andando verso una musica che è contaminata da tutto e tutti. Sicuramente hip-hop e R'n'B spopolano a dismisura. Ma che non ci sarà più niente da dire questo non lo credo proprio. La musica è un linguaggio inesauribile perché parte dall'anima.
  7. Quando hai cominciato ad intraprendere la tua strada, avevi già chiaro dove saresti voluta arrivare? Credi di aver realizzato tutti gli obiettivi che ti eri prefissata? Quando sono partita sapevo solo che volevo cantare e devo dire che questo l'ho fatto e anche tanto. Se non canto sto male, è sempre stato così ed è ancora uguale oggi. Insegnare è un privilegio perché mi permette di non fermarmi, di essere curiosa, trovare sempre nuove soluzioni e imparare che niente è mai vero sempre e per tutti. Sono felice di quello che faccio ma dire che ho raggiunto tutti i mie obiettivi no. Ne ho ancora molti da realizzare. Uno su tutti vorrei nascesse il primo corso di laurea per insegnanti di canto moderno. E' triste che per questa professione non ci sia un percorso di studio univoco ma chiunque possa improvvisarsi insegnante col rischio di rovinare gli studenti.
  8. Nell'insegnamento del tuo metodo, qual è la cosa più importante che vuoi trasmettere ai tuoi allievi?  Il rispetto. Per tutto. Per la propria voce, la propria originalità, i propri difetti, le proprie emozioni. Nell'arte non esiste un giusto e sbagliato. Bisogna sempre valutare il contesto.
  9. Ci sono delle cose che vuoi aggiungere e di cui non si è parlato nell'intervista? Mi piacerebbe dire a tutti che il mio metodo è diventato un libro: il metodo VMS. Consiglio a tutti di acquistarlo perché leggere è il fondamento della conoscenza, e poi che il VMS sbarca all'università perché a febbraio partirà un master post laurea per medici e logopedisti sulla cura e la prevenzione delle patologie della voce artistica attraverso il metodo VMS. All'università Federico II in collaborazione con il prof. Ugo Cesari.
  10. quali sono i tuoi programmi futuri?  Progetti futuri? Come ho detto prima l'apertura della prima università per insegnanti di canto moderno. Ci sono vicina...manca pochissimo!!!

Siti dedicati a Loretta Martinez:

http://www.lorettamartinez.it

http://www.vmsitalia.it

 

Paola Elena Ferri