INTERVISTA A DUILIO PARIETTI

1) Cominciamo da una brevissima presentazione di te: chi sei e come ti definiresti, umanamente e professionalmente?
Cinquantasette anni. Doppio passaporto italo svizzero. Mi sono trasferito nel Canton Ticino da una quindicina d’anni dove sono Direttore artistico di Radio Fiume Ticino. Posso definirmi: curioso, creativo, critico, che ama ascoltare, sempre in cerca di nuovi stimoli

2) Dalla radio alla scrittura: come mai questo cambiamento? Quale delle due strade seguirai, come quella della tua vita?
Radio e scrittura, in fondo sono connessi. Alla base di entrambi i mezzi c’è la necessità di comunicare con gli altri. Dalla parola “parlata” a quella scritta in fondo il passo è breve. Che strada seguirò? Ho ancora tante cose da dire e da raccontare, per cui credo che continuerò a ‘far radio’ e a scrivere.

3) Raccontaci qualcosa del tuo ultimo romanzo, "Se non sono Gigli".
“Se non sono gigli”, come del resto il precedente “Il sindaco con due mogli”, racconta delle storie vere. Per il titolo del  mio ultimo romanzo mi sono permesso di prendere in prestito un verso di Fabrizio de André, (da La città vecchia”). I tre protagonisti sono stati definiti ‘personaggi deandriani’. Bruno, Isabella e Torquato sono degli sconfitti, dei vinti dalle circostanze e dalla vita che, pur con soluzioni magari discutibili, cercano una forma di resurrezione per sopravvivere a sé stessi e rinascere a vita nuova. Non possiamo giudicare gli altri senza conoscere a fondo le reali motivazioni che stanno dietro certe scelte di vita, questo è il filo conduttore del libro e il messaggio principale che vorrei far passare a chi mi legge.

4) Hai trovato una casa editrice o hai scelto la strada dell'autopubblicazione? In questo ultimo caso, perchè?
Dal momento in cui ho deciso di pubblicare il primo romanzo ho sempre avuto un’unica certezza: non mi sarei mai affidato all’autopubblicazione né tantomeno avrei pagato per pubblicare. Per entrambe i miei romanzi ho trovato due Case Editrici “free” (Albus Edizioni e Rapsodia Edizioni) che, seppure con mezzi non paragonabili alle grosse CE, hanno creduto nei miei progetti, investendoci soldi ed energie, seguendomi con entusiasmo dall’editing alla promozione.

5) Hai organizzato (e continui a farlo) molte presentazioni: che cosa ti porta a cercare questo contatto diretto, che cosa ti lascia dentro e come ti sprona a migliorarti?
Le presentazioni sono per me la parte più gratificante del lavoro di scrittore. Il contatto dal vivo con il pubblico è insostituibile, gratificante e migliorativo. Dopo ogni incontro porto a casa energia, emozioni e suggerimenti che mi aiutano a crescere come persona e come scrittore.

6) Hai in mente un nuovo soggetto per il tuo prossimo romanzo?
Il prossimo romanzo è già pronto. Si intitolerà “La notte dei soli”. Ho già proposto il manoscritto ad alcune Ce. Vediamo come si evolverà la cosa nelle prossime settimane.

7) Partecipi ai concorsi letterari? Che cosa ne pensi?
Mi è capitato di partecipare a qualche concorso, raccogliendo anche un paio di riconoscimenti per due miei racconti. Certo non è facile muoversi in questo ambito dove, accanto a concorsi seri e trasparenti, se ne contano un gran numero organizzati esclusivamente per raccogliere, sotto forma di ‘contributi alle spese e iscrizioni’, denaro dagli scrittori che vi partecipano.

8) Qual è la notizia più bella che vorresti sentire trasmessa nella tua radio e che venisse diffusa in quelle di tutto il mondo?
Questa è forse la domanda più difficile. Ho cambiato più volte la risposta… Oggi ci vorrebbe un evento capace di scuotere le coscienze dell’umanità intera, un avvenimento così epocale da mettere in discussione l’intero nostro sistema sociale e il modo di interfacciarci con il mondo, gli altri, le religioni, i nostri rapporti sociali. ‘Il contatto con una civiltà aliena’ credo sia la notizia che mi piacerebbe dare per radio, magari per primi…

9) Quali sono i tuoi programmi futuri?
Scrivere! Ho nel cassetto alcuni progetti, ma quello che più mi sta a cuore è un romanzo sui quarant’anni di radio privata in Italia. Sarà la storia romanzata dedicata a coloro che, contro la legge e le normative vigenti, decisero di sfidare e mettere in discussione il concetto secondo il quale l’etere era un bene dello Stato. Da allora l’apertura di voci libere e indipendenti’ divenne inarrestabile. È stata la più grande rivoluzione vinta del dopoguerra.

10) Qual è il messaggio più grande che vuoi lasciare nella tua vita da artista?
Non ho la superbia e la presunzione di dare dei messaggi ai miei lettori. Mi basterebbe sapere che la lettura di un mio romanzo ha saputo regalare qualche minuto di relax e la possibilità di riflettere su alcuni dei tanti temi che, oltre a quelli portanti, mi piace inserire in ciò che scrivo.
   

Paola Elena Ferri