ARTURO - MY FAULT

1) Innanzitutto una curiosità: come mai la scelta di cantare un brano in inglese e non in italiano?

L’inglese è una lingua con la quale mi trovo molto bene, avendola imparata da piccolissimo; ed è anche senza ombra di dubbio la lingua più adatta ritmicamente e fonicamente al mio “tipo” di musica. Fin da quando ho iniziato a scrivere mi sono sempre trovato molto più a mio agio con l’inglese che con l’italiano, chissà perché. Credo questi siano tutti i fattori che più hanno determinato la scelta di uscire con un brano in inglese.

2) Ho visto il video: poichè le parole potrebbero non essere comprensibili per tutti (eh, sì, esistono molti Italiani pigri sull'inglese!), potrebbe raccontarci da che cosa è nata l'idea della sceneggiatura?

L’idea della sceneggiatura del video è venuta al regista, il bravissimo Riccardo Sabetti. Per chi non masticasse” l’inglese, il brano parla di una coppia nella quale una dei due incolpa sempre l’altro per qualsiasi cosa, che siano fallimenti personali, di coppia, o cose assolutamente futili (come il fatto che il pranzo sia freddo). Tutto il brano si ispira a questa situazione, e denuncia quanto per me sia insopportabile questo comportamento della mia partner. Ci sono alcuni piccoli “suggerimenti” nel testo però, che fanno capire che forse la colpa non è tutta della partner “lamentosa”, ma che, anzi, anche io ho le mie responsabilità. Ecco, il video legge il brano proprio in questa chiave, con la “fidanzata” arrabbiata con Arturo per motivi più che validi, e lui che deve cercare di riparare la relazione con furbizia e sarcasmo.

3) It's my fault... No, it's not. Quante volte lo diciamo? E' colpa mia, anzi, no, non lo è. E perchè?

Lo diciamo molto, forse troppo spesso. Assumersi le proprie colpe e le proprie responsabilità è un dovere di tutti noi che viene sempre più ignorato. A volte ci si assume colpe che non sono nostre per poter raggiungere un secondo fine, mentre altre, quando abbiamo vere responsabilità, ci si proclama innocenti per motivi di “orgoglio”.

4) Si potrebbe dire che il suo genere è un Indie Pop?

Non saprei, “Indie Pop” è probabilmente una definizione adatta a My Fault, ma il mio stile più in generale è una specie di frullato di Pop, R&B e Funk. Nemmeno io ho ben capito quale è il miglior modo di definire il mio genere, io infatti lo chiamo solo “Arturo”. Non saprei definirlo più precisamente altrimenti!

5) A quali artisti fa riferimento?

Gli artisti che per me hanno l’influenza maggiore sono quelli che io chiamo “i miei superquattro”: Stevie Wonder, Prince, Michael Jackson e i The Police. Ovviamente ci sono anche molti artisti contemporanei che ascolto e ammiro, come Miguel, gli Snarky Puppy o i Phony Ppl, ma quei “superquattro” sono senza ombra
di dubbio quelli che mi hanno più influenzato e ispirato fino ad ora.


6) Nel complimentarmi per l'originalità della canzone, la lascio con un'ultima domanda: quali sono i suoi progetti futuri?

La ringrazio intanto per il complimento. Per quanto riguarda i miei progetti futuri, mi piace vivere la vita a corto raggio, e pensare a cosa fare nel futuro prossimo: continuo a produrre brani con la The Garage e magari, perché no, far uscire un disco.

7) Se vuole, può scrivere dei ringraziamenti a chi ha reso possibile l'uscita del singolo.

Ringrazio intanto voi per il tempo dedicatomi, e poi ovviamente Fabrizio Simoncioni, Fabrizio Vanni, Marco Romanelli e tutti gli altri che hanno contribuito alla realizzazione del brano; Riccardo Sabetti, tutto il suo staff e le fantastiche attrici che hanno partecipato alla realizzazione del video; e infine Marco Stanzani e tutta la  RedBlue Music per il grande lavoro che stanno facendo. Un grande saluto e un grande grazie a tutti!

 

Paola Elena Ferri