10 DOMANDE A FRANCO PISTONI

                 

In attesa degli aggiornamenti, riproponiamo l'intervista fatta nel dicembre 2013.

Musicista, regista e attore italiano, attivo in campo teatrale, cinematografico e televisivo. È noto al grande pubblico per la partecipazione al programma Avanti un altro!, nel ruolo de Lo iettatore.
(Fonte: Wikipedia)
 

1) Innanzitutto la ringrazio per avermi concesso di farle questa breve intervista. Passo subito alla prima domanda. Lei, attualmente, è molto popolare poiché identificato nella figura dello "Iettatore" nel programma "Avanti un altro" (Canale 5 - ore 18.50, dal lunedì alla domenica). Com’è nato questo personaggio?
In realtà, pur giocando con le banalità, Paolo non è un banale. C’è, anche se sempre di un quiz televisivo si tratta, uno specchio, che, in fondo, non fa che riflettere i connotati antropologici di un popolo. Ed ecco che, allora, tra le varie sfaccettature, non poteva mancare il nostro attaccamento alle superstizioni. Attingendo alla pirandelliana lucidità, dunque, ecco che appare ‘Lo Iettatore’. Esteticamente poi, s’è gettato un occhio al Totò della Patente, il resto viene improvvisato lì per lì, in scena, sera dopo sera.

2) La sua disponibilità nel rispondere anche solo a messaggi sui social network è molto rara, e, dai concetti che esprime, colpisce una particolare profondità d'animo, unita anche ad una pacatezza non artefatta. Il fatto di essere identificato con un personaggio "lugubre", pur nella sua comicità, le pesa, qualche volta?
Il ‘lugubre’, la ‘negatività’ del personaggio, sono stati il primo problema che ho dovuto affrontare. Ho, così, dovuto usare le mia esperienza nel teatro shakespeariano e, devo dire, mi pare di esserci faticosamente riuscito: ho cercato di portarlo su un terreno meno ‘pesante’, più ‘cialtronesco’ ed ora, sono sempre meno i ‘pensieri e i gesti scaramantici’ al mio apparire, sempre più, sostituiti, da simpatia, affetto e sorrisi.

3) Soffermandomi sul suo sito, non ho potuto fare a meno di apprezzare la vastità delle sue esperienze, molteplici e variegate. Ma quale di queste è più vicina al suo modo di vivere l'arte?
Onestamente, nessuna. E’ solo il mio mestiere, appartiene alla mia personalità, dunque legato alla soggettività, mentre l’Arte, quella Vera, non può che essere Oggettiva ed oggi, ne siamo molto, molto lontani. Non si Vive, si sopravvive.

4) Lei è anche un musicista (bassista e contrabbassista). Può raccontare qualcosa sulla musica che propone e sul progetto "Chanda Orkestra"?
La Chandra Orkestra, è un piccolo ramo di un albero più grande: il Centro Accademia Ricerca Sperimentale, che dovrebbe divenire una piccola comunità di persone che si integrano fra di loro e, al tempo stesso, con senso di riunificazione, producano ed esplorino i mezzi di espressione artistica, con possibilità di pernottamento, di seminari, di biblioteca, videoteca, pubblicazioni, di lavoro in comune e una sede nomade, che produrrà dimostrazioni, seminari, collaborazioni, aperta a ricerche, partecipazioni, scambi, opinioni ed interessi multipli. Ci tengo, comunque a precisare, che sono solo uno strimpellatore, i Musicisti sono ben altra categoria.

5) Tra l'esperienza teatrale, quella cinematografica e quella televisiva, quale di queste suscita in lei una sorta di preferenza, seppur di poco, rispetto alle altre, e perché?
Quella più mi aiuta a distruggere la pigrizia delle associazioni mentali e mi costringe, con forza, ad essere presente a me stesso e con me stesso: il Teatro.

6) Che cosa propone presso il Centro Accademia Ricerca Sperimentale? Quali sono le finalità?
L'artista ha risposto già alla domanda n°4 - N.D.A.

7) Secondo lei, come può essere definito un artista, e come si spiega il fascino che, inevitabilmente, si crea intorno alla sua figura, spesso quasi a nascondere la persona nella sua essenza più tangibile?
Credo sia, tramutatasi nel Tempo, ovviamente, la continua ricerca umana di aggrapparsi a semidei ed idoli. Non è che la versione moderna del Vitello D’Oro in cui si parla nell’Esodo: ‘…Il popolo sedette per mangiare e bere, poi si alzò per darsi al divertimento…’. Siamo tutti pazzi e ‘l’artista’, oggi, è davvero una figura penosa, mi creda.

8) Il suo curriculum è molto vasto. Ha raggiunto tutti gli obiettivi che si era prefissato nel momento in cui ha deciso di intraprendere questo lavoro? O forse c'è ancora qualcosa che vorrebbe realizzare?
Non ho mai avuto obiettivi, per me, è solo un mestiere, certamente da fare nel miglior modo possibile, ma pur sempre di un mestiere si tratta e gli obiettivi, forse, a cui mi fa tendere, sono prettamente materiali, quelli legati al sopravvivere su questo pianetino.

9) C'è qualcosa che vuole aggiungere e di cui in questa breve intervista non si è parlato?
RingraziarLa per avermi aperto un poco della Sua Attenzione.

10) Quali sono i suoi prossimi appuntamenti, una volta dismessi i panni dello Iettatore?
Andare da un Esorcista e farmelo uscire dal corpo…

 

Paola Elena Ferri

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