VITA NOTTURNA A MILANO

15.03.2014 12:01

                  

Intervista a Maria Aminta Daniele, dj innovativa nella vita notturna di Milano, organizzatrice di eventi e artista poliedrica.

Domanda: Partiamo subito con la prima domanda: quando hai cominciato e come?

Risposta: Ho cominciato nel 1996, diciamo, per caso: non conoscevo per nulla l'ambiente della notte e non lo frequentavo. Avevo intrapreso la strada del teatro, nulla più. Nel 1996, a Milano venne aperto un insolito club che, da li a poco, sarebbe diventato uno dei punti di riferimento della “Milano in”, più alternativa e all'avanguardia. Io ci capitai una sera e conobbi subito quello che oggi è mio socio, Filippo Federico Rossi, grande Art Director, che vide in me delle doti particolari , soprattutto come pubbliche relazioni. Cominciai così.

D.: Cos'è cambiato, dagli inizi, ad oggi?

R.: Dal 1996 ad oggi, ho “cresciuto” 5 generazioni di giovani, e i cambiamenti sono stati tanti. Diciamo che le scelte sociali, l'avvento dei social network e l'avanzare della tecnologia, hanno completamente scardinato i ritmi e il modo di divertirsi dei giovani. Prima c'era molta curiosità, i giovani dovevano per forza uscire alla ricerca, i rapporti erano più genuini e si tendeva a mostrarsi per come si era. La scelta dei divertimenti era minore, in fatto di qualità. Oggi, invece, con l'avvento di FB, i giovani vivono molto di più al PC, creano rapporti fittizi, cercano di creare una propria vetrina ma che raramente rispecchia chi sono realmente. E’ una malsana competizione, tutti si improvvisano personaggi ma, come meteore, spariscono nel giro di un anno e, purtroppo, inflazionano un settore un po' in sofferenza, dove chi rimane a galla sono solo i “vecchi” professionisti.

D.: Puoi descrivere, esattamente, di cosa ti occupi, per far comprendere meglio a chi legge le tue numerose competenze nel settore musicale ed imprenditoriale?

R.: Sostanzialmente ho seguito l’iter di molti artisti, che fanno una lunga gavetta. Dal 1996 ho iniziato a crescere professionalmente. Nasco come promoter e organizzatrice di eventi, ma, essendo creativa e artistoide mi sono cimentata in molte cose. Sono dj da 10 anni , ho suonato in tutto il mondo e ora ho un nuovo progetto musicale che si chiama “Hoppipolla”. Dal 2004 ho un marchio di abbigliamento, in cui realizzo solo pezzi unici, ispirandomi ad opere d'arte di artisti emergenti con cui collaboro e a cui cerco di dare visibilità.

D.: Hai grandi responsabilità e, da come ne parli, le gestisci molto bene. Faccio presente la tua giovane età, e questo credo sia d'orgoglio e d'esempio per le generazioni di oggi. Che tipo di consiglio vorresti dare a chi vuole intraprendere la tua stessa carriera, anche solo in parte?

R.: Giovane? Sono del 1973, purtroppo: mi danno tutti della signora, sai che brutto! (ride) Comunque... ai giovani direi che, oggi, la cosa più importante è non credere di essere mai arrivati, di non buttarsi a caso, abbandonando del tutto il lavoro precedente, o magari gli studi, perché, in questo periodo, tutti confondono questo mestiere come un divertimento, mentre questo, come altri, è un lavoro che implica sacrifici, impegni, investimenti, … Insomma, non è un luna park.

D.: Avete delle tematiche che approfondite in determinati momenti dell'anno? Tipo Natale, San Valentino,...

R.: Quando raggiungi un buon livello di professionalità,  i periodi più “interessanti” sono la moda e il salone del mobile. Poi, comunque, si presentano tematiche in momenti commercialmente più fruttuosi come Capodanno e Halloween.

D.: Avete mai visto passare personaggi noti al pubblico? Ne avete lanciato qualcuno?

R.: (ride) Personaggi famosi… ne abbiamo visti tanti e possiamo dire che alcuni li abbiamo aiutati a diventare ciò che sono oggi. Purtroppo, avendone visti diversi in situazioni “particolari”, preferisco non fare nomi. Alla fine, comunque, credo che siano tutti professionalmente in gamba e di gran valore.

D.: Torniamo a te. In cosa consiste il progetto "Hoppipolla"?

R.: In una Milano sempre alla ricerca di nuove sensazioni sonore, nasce un progetto che prende in prestito il nome da un famoso brano dei Sigur Ros, che, nel 2005, cantavano “Hoppipolla”, termine islandese traducibile in “saltando le pozzanghere”. Le Hoppipolla sono un duo tutto al femminile, con un comune denominatore: l'ecletticità. Una producer e una dj uniscono le risorse, per saltare le pozzanghere di questo noioso grigiore milanese, per proporre la propria ricerca di suoni nuovi e alcuni brani inediti. E’ un viaggio musicale che cavalca l'acid house della fine degli anni 80 e dei primi anni 90, arrivando alle produzioni di oggi e ai loro remix inediti. Dietro il progetto Hoppipolla ci sono 2 figure conosciute della night life milanese: una producer DJ MISSTAKE di alcune serate – tra le più famose a Milano – e una figura storica della notte, DJ PLASTIK DOLL, una dei fondatori della GasolineCrew.

D.: L'ultima domanda: dove possiamo trovarti e cosa vuoi comunicare a chi legge di te?

R.: Di me, vorrei comunicare l'umiltà che spesso manca a molti che fanno il mio lavoro e che credono di essere arrivati. In gioventù, anch’io ho fatto l'errore di credermi onnipotente, di pensare che fossi la migliore, ma l'incontro con una ragazza in un locale ha cambiato drasticamente il mio punto di vista e ha fatto crescere. Lei più giovane di me di qualche anno. Mi ricordo che mi fermò, dicendo di non poter credere che fossi io, e quell’idolatria mi spaventò. Le risposi che io ero una persona come gli altri e, in quel momento, capii che, in fin dei conti, io ero solo una persona che aveva una discoteca a Milano, ma che la stessa Milano era solo un puntino, di conseguenza, anch’io ero un piccolo puntino, nel mondo. Non si è mai arrivati: bisogna cercare di essere il più possibile sinceri con la gente, che, spesso distorce la realtà e dà potere a chi vale poco. E’ un lavoro delicato. Come trovarmi? Essendo sempre on the road la gente può trovarmi su Facebook, e seguire i miei progetti direttamente tramite il Social Network.

 

Paola Elena Ferri