PROGRAMMAZIONE BIG MAMA dal 25 AL 27 FEBBRAIO

22.02.2016 09:05

BIG MAMA - Vicolo San Francesco a Ripa 18 – ROMA – tel. 06/5812551

www.bigmama.it
 

PIU’ BESTIAL CHE BLUES

giovedì 25 febbraio 2016

INGRESSO LIBERO

Apertura ore 21,00

Concerto ore 22,30

Dopo un lungo periodo di pausa, i PIU’ BESTIAL CHE BLUES tornano sulla scena per raccontare la loro storia musicale: tanti – nel corso degli anni – gli incroci musicali e le collaborazioni, e quindi saranno numerosissimi gli ospiti delle loro prossime esibizioni. In questa seconda serata ci saranno ospiti speciali come i chitarristi Gabriele “Babe” Stabile e Giacomo Docimo, e i bassisti Leo Svidercoschi e Luca Pisanu. Per oltre vent’anni i leggendari “Bestiali” hanno trasformato ogni loro esibizione al Big Mama in un momento magico, rendendo impossibile sottrarsi ad un totale coinvolgimento, fatto di musica e vibrazioni positive. Il repertorio è uno straordinario compendio musicale, in cui confluiscono brani più o meno noti, che coprono un vasto arco temporale; da Sam Cooke, a Prince passando per Bob Dylan, Otis Redding, Rolling Stones, John Hiatt e molti altri ancora. Come sempre la leadership è quella del batterista Antonio Santirocco (il Sindaco del Blues) con una carriera trentennale che lo ha visto accanto a Noel Redding (bassista degli Experience di Jimi Hendrix), Louisiana Red, Alex Britti e tanti altri. I “Bestiali” hanno partecipato alle riprese di “Baciami Ancora”, il sequel de “L’Ultimo Bacio” di Gabriele Muccino, che li aveva già voluti protagonisti di una famosa scena (quella del matrimonio) nel primo episodio del 2001. I Più Bestial Che Blues sono: DAVIDE GENTILI (voce – armonica) – DANIELE BAZZANI (chitarra – voce) – ROBERTO PAGGIO (piano – organo) – MICK BRILL (basso) – ANTONIO SANTIROCCO (batteria e voce).
 

BIANCA BLUES E I SETTE SOUL

venerdì 26 febbraio 2016

INGRESSO LIBERO

Apertura ore 21,00

Concerto ore 22,30

Hanno festeggiato al Big Mama i loro 20 anni di musica dal vivo, Bianca Blues & 7 Soul è una orchestra unica nel suo genere; 2 gli album pubblicati, uno dal vivo ed il secondo registrato in studio. In scaletta grandi successi del Soul e Rhythm ‘n Blues: da “Knock on Wood” a “My Girl” e “Mustang Sally”, tutti intrepretati magistralmente dalla grande voce di Fulvio Tomaino e con l’energia e l’impatto sonoro di una delle migliori sezioni fiati in circolazione. Stax, Motown, Chess, Rhino. Quattro nomi che hanno fatto la storia della musica nera negli Stati Uniti. Un’evoluzione musicale e una rivoluzione culturale che ha investito milioni di persone. Fra questi molti musicisti sono stati coinvolti attivamente in quella che è stata chiamata la consapevolezza nera, e quindi la lotta per l’affermazione degli afroamericani nel proprio paese e nel mondo intero. Artisti come Curtis Mayfield, Ray charles, Aretha Franklin, Otis Reddig, Sam Cooke, Al Green fino ad arrivare ai più impegnati Marvin Gaye, War, James Brown, hanno contribuito al pari di coraggiosi uomini politici neri e personalità dell’epoca (Malcolm X, Martin Luther King, Muhammad Alì) all’affermazione della comunità afroamericana. Le canzoni trasmesse dalle radio hanno fatto ballare speranzose generazioni nei quartieri poveri di New York, Chicago, Detroit, New Orleans. La leggenda di quel sound è ancora presente nella musica e nella cultura odierna. BIANCA BLUES & I SETTE SOUL sono da anni portatori di questo suono, inconfondibile. Soul, funk e Rhythm’n’ blues si mescolano in uno spettacolo di una band di nove elementi con una starordinaria sezione fiati. FULVIO TOMAINO (voce), ALFREDO BOCHICCHIO (chitarra), MASSIMO NANNI (basso), STEFANO MARAZZI (batteria), SERGIO VITALE (tromba), LUCA GIUSTOZZI (trombone), CARLO MICHELI (sax alto), PAOLO TOMASSINI, (sax baritono), BRUNO COLTRE (sax tenore).
 

BRIAN JONES: like a Rolling Stone !! 

by THE RIDING SIXTIES

sabato 27 febbraio 2016

INGRESSO LIBERO

Apertura ore 21,00

Concerto ore 22,30

I Riding Sixties tornano al Big Mama con una performance dedicata a BRIAN JONES, membro fondatore dei Rolling Stones nato il 28 febbraio 1942 e tragicamente scomparso nel 1969. Pioniere del blues in Inghilterra e in Europa, geniale arrangiatore, capace di arricchire il R&R di timbriche esotiche, studioso di musica etnica, protagonista e creatore dello stile visivo del Rock 60s, Brian Jones ha lasciato – nella sua breve e folgorante carriera artistica, una traccia indelebile nella storia del Rock. I Riding Sixties – in attività da oltre 20 anni – nati per un concerto di fine anno in una scuola, si sono distinti nel tempo per la propria ricerca musicale e il sound. Sono stati il primo gruppo (o “complesso” come preferiscono definirsi con un termine ironicamente vintage) a fare delle sonorità e del mondo Beat un genere della musica live di oggi in Italia. Il loro menù include i grandi protagonisti della British Invasion: Kinks, Who,Animals, Them,Troggs e gli artisti di quel movimento anglo-italiano che è il Beat nostrano: Equipe 84, Rokes, Corvi, Primitives, Caselli. Infine Dylan, il Maestro americano, a cui possono dedicare un’intera serata (Mr Tambourine Band). Il loro ultimo CD “Coverband” esprime il loro orgoglio nell’essere stati tra i primi in Italia a promuovere il fenomeno attuale delle cover. Su questo punto intendono essere chiari: “Si parla di Cover e Tribute band a seconda che la band presenti una sua versione dei brani o punti pedissequamente a riprodurre sound e aspetto scenico degli artisti originali, imitandone gesti, posture, costumi fino ad arrivare all’uso delle parrucche. Ora, alcuni sono talmente bravi che riescono veramente nell’illusione scenica, che però nella maggior parte dei casi accentua drammaticamente le differenze tra “copia” e originale.
Per noi il Rock dei 60, partendo da Beatles, Rolling Stones, Bob Dylan fa parte del repertorio della musica classica in senso stretto. Sui manifesti alla Scala in occasione dei concerti del maestro Muti non c’è scritto “Cover Beethoven”. E il maestro non si mette la parrucca alla Mozart o alla Bach a seconda del repertorio che esegue. La musica è un’arte interpretativa. Prende vita nel momento in cui qualcuno la suona. Si può eseguire ed interpretare in modo più o meno corretto, convincente e personale. E gli ascoltatori devono giustamente giudicare le differenze tra chi suona, e trarne le conseguenze”. Il pubblico ha dimostrato negli anni un affetto ed una stima sempre maggiori perle esibizioni dei Riding Sixties, nteressanti come una lezione-concerto e divertenti come una festa liceale. Diverse le personalità tra i componenti del gruppo: i due “vecchi” testimoni dell’epoca, Pietro Maria Tirabassi, voce e chitarra, e Enzo Civitareale, batteria e voce, che ha suonato con i mitici Corvi nel 1970. I “giovani” aggiungono un tocco di attualità al sound del gruppo: Marco Bertogna (monsieur Bertognaque), basso e voce, Simone Rauso (il Rauso), voce e chitarra, e “il maestro” Alberto Bolli al piano e voce. Il “complesso” dei Riding Sixties, oggi imitatissimo, ha raccolto anche il consenso e, a volte, la collaborazione di artisti come Francesco De Gregori, Shel Shapiro, Luigi Grechi, Roberto Ciotti, Lello Panico, Fulvio Tomaino.