GOSSIP - MARCO BOCCI: UN ENIGMA A FORMA DI... ATTORE

26.02.2014 02:07

Marco Bocci, classe 1978, è nato a Marsciano, in provincia di Perugia.

Bello? Sarebbe una domanda retorica. Bello lo è, davvero. Decisamente. Sguardo tenebroso, occhi chiari, capelli scuri, fisico mozzafiato… e quel fascino di “uomo imprendibile” che piace molto a noi donne. C’è qualcuna che non si girerebbe, vedendo camminare un uomo così, per la strada? Io credo proprio di no. Forse, se non lo fa, è perché Marco Bocci non incarna l’ideale che ha in mente. Forse, invece, non vuole ammettere la realtà dei fatti.

Ora che abbiamo parlato – diffusamente – dell’indiscutibile fascino di quest’attore, soffermiamoci un attimo sul sui curriculum.

Di lui si dice che nasce come attore di teatro, dove esordisce nel 2000, che si è diplomato in recitazione presso il Conservatorio Teatrale d'Arte Drammatica "La Scaletta", diretto da Giovanni Battista Diotajuti, a Roma e che ha girato molte pellicole cinematografiche. Tra queste, si ricordano: “I cavalieri che fecero l'impresa” (2001), regia di Pupi Avati, “Los Borgia” (2006), “Cuori rubati” (2002), la serie tv “Incantesimo 8” (2005-2006), e le miniserie tv “Graffio di tigre” e “Caterina e le sue figlie 2”, entrambe del 2007; poi ancora: “Ho sposato uno sbirro” (2008) e “Romanzo criminale - La serie” (2008), dove riprende il ruolo del Commissario Scialoja, interpretato da Stefano Accorsi nell'omonimo film diretto da Michele Placido.

Ma il film che lo consacra definitivamente, lo vede nel ruolo di Domenico Calcaterra, dalla terza stagione di “Squadra antimafia - Palermo oggi”. Dalla quinta stagione passa a ruolo di protagonista, sostituendo Simona Cavallari, uscita di scena nella stagione precedente. Attualmente sono iniziate le riprese della sesta stagione che si sta girando tra Catania e Roma.

Ora, però, credo che mi inimicherò tutte le sue migliaia di fans, quando esprimerò la mia opinione personale. Ed è un mio parere che la ragione del successo improvviso dell’attore sia strettamente legata al gossip.

Tutto nasce quando Marco Bocci partecipa come giurato all’edizione 2013 di Amici. E’ lì, che nasce il flirt con la famosa cantante Emma Marrone, ed è proprio in quel momento che la coppia non viene risparmiata da continue paparazzate, pedinamenti, mormorii che si rincorrono incessantemente sul web. Tutti vogliono conoscere il finale della storia d’amore scoppiata all’improvviso, dietro le quinte di un programma di successo. Tutti sperano nel riscatto di una ragazza che ha lottato e si è guadagnata ciò che ha con grinta e umiltà e lo vedono in Marco Bocci, il principe azzurro arrivato da chissà dove, che lotta per la sua privacy con tenacia, fino a creare un alone di mistero che, invece di respingere i curiosi, li attrae ancora di più.

Cala il silenzio, e il gossip non si placa. Anzi: le attese concorrono a creare ancora di più l’immagine dell’attore che, ormai, è considerato come un eroe romantico, un lottatore passionale, innamorato delle emozioni e altalenante nelle sue esternazioni, come lui stesso ha ammesso, nel corso delle sue interviste in quel periodo. E la sua pagina personale cresce a vista d’occhio, insieme alla sua notorietà.

Non conta più il suo lavoro, ma la sua vita privata. Non è più importante la sua esperienza artistica, ma la sua immagine amorosa. Ogni sua parola è bramata come l’acqua data con un contagocce ad un assetato nel deserto. Ogni suo sguardo nasconde mille significati. Ma è all’improvviso che le cose cambiano. E’ lo stesso attore a dare la notizia della fine della storia con la cantante, e lo fa con tono quasi aggressivo, insofferente. Sorprendente.

Si rumoreggiano le ipotesi inimmaginabili, finchè spunta un altro flirt: quello con l’attrice Laura Chiatti. Ed è così, che lo lasciamo, mentre Emma Marrone rimane ferma nel suo eroico silenzio, dove i fatti contano più delle parole e i suoi concerti registrano il tutto esaurito. E’ così, che si vedono le due reazioni: chi fa e chi parla, cercando di costruire l’immagine di un personaggio che comincia ad assumere contorni ben definiti.

E’ sempre di fronte ad una Chiesa, che troviamo Marco Bocci in compagnia della nuova fidanzata. E’ sempre di gossip, che si parla, quando il priore dell'abbazia di San Pietro dice: «Non posso negare che abbia ricevuto una visita da queste persone», lasciando intendere tutto e nulla.

Così, ben consapevole di attirare le antipatie di molte fans innamorate di un fantasma fatto di chiacchiere e contraddizioni (improvvisamente, la sua vita privata diventa un reality, dopo aver chiesto di mantenerla riservata), non posso fare a meno di chiedermi: è così necessario che un attore debba passare attraverso il pettegolezzo, per farsi notare, quando potrebbe tranquillamente trasmettere la sua professionalità con i fatti?

Ai posteri l’ardua sentenza.

Io attendo ancora di comprendere che cosa aspettarmi dall’artista Marco Bocci. E, sinceramente, preferirei che l’uomo continuasse a mantenere il riserbo che ha preteso, smettendo di farsi notare più per il gossip che per le sue reali capacità.

In alternativa, mi domanderei: ma che cosa sa fare, davvero?

 

Paola Elena Ferri