ARTISTA DA STRADA

11.03.2014 00:21

            

Come vive un artista da strada? Molti siti ne parlano, ormai. Quasi tutti, bene o male, almeno una volta nella vita abbiamo avuto la possibilità di vederne uno in una grande piazza di città.

Esiste anche una regolamentazione che varia di Regione in Regione, qualifiche ben definite con spazi cui possono accedere solo gli interessati. La cosa che accomuna tutti, però, è la gratuità con cui l’arte viene manifestata. I guadagni sono visibili nei cappelli o nelle scatole posti appena di fronte all’artista che si esibisce in numeri decisamente affascinanti, sebbene vi sia un numero esiguo di soggetti che non sanno fare che le stesse cose, ripetendole all’infinito.

Con la pioggia o col sole, in perfetta salute o con l’influenza… qualunque sia la condizione, ci si esibisce. Si dona al pubblico ciò che si ha dentro. Si condivide sentendo sulla pelle ogni sensazione immediata. E la risposta degli spettatori è spontanea, mai indotta. Non potrebbe essere diversamente: non c’è un assistente di studio che dire quando e come ridere o applaudire.

O si gradisce o si disprezza.

L’artista da strada gira per il mondo, poiché il mondo è il suo palcoscenico. Non cerca tanto l’approvazione, quanto l’ispirazione. Si esibisce per se stesso ma ama coinvolgere i presenti. Sta in mezzo a tanta gente ed è solo.

Potrebbe sembrare una vita affascinante o terrificante, a seconda dei punti di vista. La realtà è che si tratta semplicemente di una scelta di vita: si vive l’arte nella sua forma più pura e – si spera – si cerca di mantenere integra l’anima, senza scendere a compromessi facili.

L’arte non è forse comunicazione? E chi, meglio dell’artista da strada, è sollecitato a dare molto più di quanto sia richiesto a coloro che si esibiscono per soldi in uno studio televisivo? Gli sguardi non mentono, anche quando la maschera regge al calore, alle intemperie, alla fatica. Ciò che conta è il momento presente che diventa magicamente eterno. Scatti fotografici di chi si ferma e osserva incuriosito, anche solo per divertimento, e poi torna a camminare sulla sua strada, quasi dimenticandosi di chi ha cercato di regalargli un’emozione, anche per un solo istante.

L’artista da strada è triste? No. Non lo è. Altrimenti farebbe qualcos’altro.

L’artista da strada è consapevole del suo ruolo ma, soprattutto, di se stesso. E’ un mistero dalla spiegazione semplice che conserva quell’alone affascinante, così simile a quello che circonda la luna in una notte nebbiosa d’autunno o in piena afa estiva. E’ il tutto e il niente. E questo è ciò che lo rende unico.

 

Paola Elena Ferri