ALLERGIA AL NICHEL

27.03.2014 09:12

                        

Parlare di allergia al nichel non è semplice. La prima cosa a cui la gente pensa, quando si fa menzione di questo disturbo, è una sorta di “fastidio nei confronti di tutto ciò che è bigiotteria”. Non ci si domanda mai se questa allergia possa provocare altri disturbi, decisamente molto più seri, che arrivano addirittura ad invalidare la vita di chi ne soffre… eppure è così. L’allergia al nichel è un’allergia subdola, poiché questo metallo è presente ovunque, anche negli alimenti. Chi soffre di questa allergia trova più difficoltà nel reperire alimenti permessi, rispetto ai celiaci, decisamente più tutelati. Parliamo di cioccolato, carote, cipolle, mais, spinaci, cavoli, cavolfiori, crostacei, farine integrali di ogni tipo, olio d’oliva, olio di semi, insaccati, legumi, frutta secca, cibi conservati o in scatola, lieviti, the, pectina, uova, … e la lista si allunga, e non sembra avere fine. Di base, noi tolleriamo una quantità di nichel che non debba superare un certo limite. Questa quantità si riduce negli allergici a questo metallo. I sintomi più comuni interessano l’apparato gastro-intestinale, con insorgenza di gastrite, nausea, vomito, diarrea, coliche dolorose, spasmi… ma anche asma, eruzioni cutanee, sonnolenza, mal di testa… i classici sintomi di un’allergia che, se trascurata, può causare danni molto gravi. Come diagnosticare questa allergia? Esiste un test non invasivo, chiamato “patch test”, una sorta di “grossi cerotti” che vengono applicati sulla schiena del paziente, per un tempo massimo di 72 ore. Sotto ogni cerotto, vi sono molteplici sostanze, tra cui i metalli, che vengono a contatto con la pelle. Trascorso il tempo, l’allergologo (e solo questa figura professionale, non altre!), stacca i cerotti e osserva le reazioni cutanee. Quando una persona è allergica al nichel, nella zona specifica si formeranno pomfi o vescicole, ed il grado di intensità verrà indicato da una formula “+”, che può arrivare fino ad un massimo di 4 “+”. Sensibilizzare il più possibile l’opinione pubblica è doveroso, poiché, come già scritto, chi soffre di quest’allergia non trova il giusto supporto, nemmeno dalla classe medica, spesso inerme, di fronte a questo disturbo che sta dilagando sempre di più. E’ necessario, quindi, che chiunque scopra di essere affetto da quest’allergia si affidi in mani esperte, si confronti con altri allergici, e, soprattutto, non si scoraggi: le alternative devono essere cercate con costanza e con positività d’animo. Ci sarebbero molte più cose da dire, al riguardo, ma non basterebbe un articolo. Basti sapere che io sono una di queste persone affette da questa allergia, oltre ad altre molteplici allergie da quando ero bambina, e che, una volta aver scoperto la causa dei miei disturbi, ho incanalato la mia creatività nella produzione di dolci appositamente realizzati per chi si trova di fronte a numerose limitazioni alimentari. Ricordiamoci che la parola d’ordine è una sola: sensibilizzazione. Un giorno, sull’allergia al nichel si saprà molto di più. Nel frattempo, non stanchiamoci di informarci e studiare.

Paola Elena Ferri

 

Dieta per allergici al Nichel