AGLI OCCHI DELLA LUNA - di Marlene de Pigalle

18.01.2017 11:41

AGLI OCCHI DELLA LUNA
di Marlene De Pigalle
Rapsodia Edizioni

Sinossi:

"Avventure tra rane e frittelle, improvvisazioni teatrali e corse in bicicletta, amicizia vera e il suo potere, quella che non fa differenze, per cui si è tutti uguali. Una mascolinità appena accennata, Ermione osserva il mondo con occhi innocenti e colmi di speranza mentre le sue mani si tendono verso il prossimo con fiducia. La vita è imprevedibile, le situazioni più varie si trasformano, e la trasformazione non sempre corrisponde alle aspettative ma, sempre, è sinonimo di esperienza e crescita. Età di lettura: da 10 anni."

 

Ciò che spicca, alla prima lettura, è l'apparente "lunghezza" del romanzo (246 pagine) che potrebbe scoraggiare. In realtà, complici le illustrazioni della stessa autrice, lo stile narrativo e il font di dimensioni maggiori, il tutto diventa molto scorrevole, piacevole e di interessante scoperta. Come recita la sinossi, si tratta di una vera e propria "favola", adatta ad un pubblico eterogeneo e non scontato, forse anche più giovane (ma non di troppo), con o senza la presenza di un adulto o genitore. L'intero intreccio è descritto con molta dovizia, delicatezza, assenza di volgarità, e stimola la fantasia infantile che trova risoluzione in molti ambiti, tipici del bambino che deve "lottare" per non veder calpestata la sua "diversità" (il personaggio di Ermione, il protagonista della storia che narra in prima persona, ma anche figure come Virginia - la piccola sorda - e Pietro - il collaboratore della "bella signora della Villa" - sono tra i più fulgidi esempi). Ciononostante, essa stessa è messa a servizio della storia, quasi come se volesse accompagnarla, insieme al lettore cui sembra di poter toccare con mano ciò di cui si va a trattare, i profumi, i sapori, gli odori, le consistenze... Ma diventano verosimili anche i chiacchiericci, i luoghi comuni del paese, i personaggi molto ben caratterizzati e, comunque, sempre permeati da un alone di dolcezza che ne smussa gli angoli. Colpisce come il personaggio di Ermione sia circondato da figure femminili (la madre, le sorelle, le suore, le comari, le orfanelle...), quasi ad accentuare un'identità differente ma mai volgare, consapevole della propria sensibilità, del desiderio di giustizia di fronte ai soprusi, persino del sacrificio (vedasi il momento in cui Ermione si lascia "catturare" dai due briganti insieme a Marta, la bambina che possedeva il carisma della "guida", la quale ben si presta a sostenere il protagonista in ciò che egli ritiene opportuno fare per salvare la piccola Virginia). Soprusi e riscatti sono ben dosati e offrono una via di fuga positiva che non vuole allontanare le prove, bensì affrontarle, poichè parte della vita e, in qualche modo, foriere di spunti divertenti, i quali attenuano anche le apparenze tragiche e senza scampo. Anche la Luna è parte integrante della narrazione, come madre e consigliera, tramite celeste dell'arte che si esplica nell'amore verso il teatro - soprattutto quello di Shakespeare - caratteristica propria della de Pigalle, la quale non cade mai nel melenso o nel retorico, ben consapevole dell'opinione sociale, molto ben delineata nel bullismo dei compagni di Ermione. L'arte è preponderante, insiema alle sue sfumature che diventano vere e proprie "traduzioni" a favore della piccola Virginia, protetta dal protagonista che, in qualche modo, sembra identificare in lei la sordità della gente che giudica o di chi vive la sua diversità dovendo allontanare da sè il rumore di pettegoli superficiali, molto simili alle "comari" descritte nel libro. Avventure di bambini ma non solo, poichè ne spiegano le difficoltà e le potenzialità, queste ultime derivanti da un desiderio di risoluzione creativa, opportunità alternative che solo un'anima artista sa cogliere, insieme ai dettagli tratteggiati con dovizia. Questo libro è un piccolo gioiello di dolcezza in cui ciò che sembra rappresentare un nodo si scoglie, per magia, di fronte agli occhi dei bambini che giudicano o amano, senza filtri, specchi di ciò che diverranno quando saranno adulti. Ciò che spicca nel romanzo è la delicatezza dei sentimenti, la dolcezza nel rapportarsi con l'altro - chiunque egli sia - l'amore verso la natura e ogni cosa a lei correlata, l'attenzione alle più piccole sfumature della vita, il coraggio nell'essere ciò che si è, con semplicità, poichè è nel cuore che risiede la vera identità di ciascuno di noi.

 

Paola Elena Ferri

 

 

 

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